Architettura della Chiesa del Rosario

 

La chiesa del Rosario dà testimonianza di quelle forme tardo-barocche che si rispecchiano nell’eclettismo delle costruzioni ottocentesche e dei primi del Novecento. La chiesa in origine un piccolo nucleo, venne ampliata nel 1716, ricoperta di stucchi verso il 1900 e completata nel prospetto dall’architetto Carlo Sada. La costruzione appare organica e armoniosa nel collegamento di tutte le sue parti.
Sorge su un alto basamento in pietra lavica. Si accede all’ingresso attraverso un’ampia gradinata anch’essa in pietra lavica. Il portale architravato fiancheggiato da lesene e sormontato da lunette digradanti in prospettiva. Ai lati quattro colonne con capitelli decorativa testine di angeli e da una ricca vegetazione di grande vivezza plastica. La facciata è coronata da un cornicione fortemente aggettante di linea spezzata. Sul cornicione un timpano curvilineo, decorato da festoni e sormontato da figure di angeli, raccorda il campanile alle parti sovrastanti.
Il campanile, in un unico ordine, presenta una base con mensole e volute: in esso l’artista ha saputo felicemente ricavare lo spazio più naturale per la Vergine col bambino come per dominare col suo sguardo protettivo tutta la piazza sottostante. Gli elementi curvilinei: le lunette, le volute, il timpano, alludono ad un motivo appena accennato dell’intera facciata. L’esuberanza della decorazione, tipica del barocco, ricorre in questa forma architettonica che, a dire il vero, non presenta le innovazioni tipiche del barocco e la parete ondulante, l’interpenetrazione degli spazi, il movimento, che avevano caratterizzato le forme architettoniche del più geniale artista del Seicento: Borromini. L’elemento decorativo non è elemento strutturale come nel barocco (Borromini), ma un’aggiunta su una forma-struttura essenzialmente statica.
Da Callicari - professoressa Currò

 
 

Sito ufficiale Arciconfraternita Maria Santissima del Rosario - Biancavilla (CT)

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