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Nel marzo del 2005, i confrati
del Rosario, hanno dato il via al progetto di restauro della statua del “SS.
Cristo alla colonna” custodito nella chiesa del Rosario. L’evento è stato organizzato e
diretto dalla Confraternita con il patrocinio del Comune di Biancavilla, in
stretta collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Culturali di Catania e
le Autorità Religiose.
A distanza di un anno la statua è stata recuperata e riportata al suo antico splendore, grazie al sapiente
lavoro di qualificati ed esperti restauratori e alla generosità di tanti
fedeli. Il successo dell’impresa è frutto
della sinergia mostrata da parte di più soggetti, ed in particolare si deve
alla passione e all’impegno del Gruppo Giovani Confrati del Rosario, che dal
2004 porta avanti un progetto alternativo e lungimirante, occasione di
crescita non solo spirituale ma anche di studio e di recupero del nostro
patrimonio artistico-religioso e delle nostre tradizioni.
Sono stati tanti e diversi gli autori che, nel corso della sua esistenza, hanno compiuto
degli interventi per “sistemare” il manufatto, il risultato più evidente è
stato quello di scoprire (post-restauro) l’aspetto originale, sepolto da
“cinque” strati superficiali di ridipintura, una di queste (forse la prima)
in particolar modo, è stata effettuata a metà Ottocento ed ha coperto le
bordure del perizoma (originariamente in oro zecchino) con delle lamine
d’argento. Le parti in oro dimostrano, come affermato dal restauratore, che
la statua fu frutto di una committenza ricca, compiuta da mecenati
benestanti. L’ultimo intervento è stato eseguito nel 1997 su
commissione della confraternita, ed ha interessato la colonna e alcune parti
della statua.
Negli ultimi tempi l’opera si presentava con un colore verdastro che copriva l’intera
superficie, e che dava un aspetto macabro all’incarnato e all’intera figura.
Questa la relazione del restauratore il maestro Giovanni
Calvagna sulle condizioni dell’opera prima dell’inizio dei lavori: «La
statua realizzata in legno presentava evidenti segni di attacchi di agenti
xilofagi su tutta la superficie, e la base completamente sconnessa
comprometteva la stabilità della statua stessa, inoltre alcune dita dei
piedi e delle mani ormai si erano irrimediabilmente rovinati. Evidenziati i
problemi legati alla struttura dell’opera, quello che ci ha colpito è stato
l’evidente applicazione di ridipinture praticate su tutta la superficie che
deturpavano quello che era l’aspetto originale della statua».
Inoltre, durante i lavori di restauro, è stata rinvenuta sulla schiena una “finta piaga”
realizzata con stucchi superficiali e parti in legno compensato, sicuramente
un’aggiunta posticcia alla realizzazione. |
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