
La Pasqua a Biancavilla |
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Dopo i tre giorni più
tristi della storia della Cristianità, l’alba di un nuovo giorno è vicina e
il dolore del Venerdì Santo oramai è un ricordo. Nella notte tra sabato e
domenica in chiesa Madre avviene «a calata da tila», dietro appare
trionfante Gesù Risorto. L’indomani mattina l’Angelo s’incammina dalla
chiesa dell’Annunziata verso la «Matrice»: non vede subito Gesù, è costretto
a ritornare e, addirittura, a entrare in chiesa per assicurarsi che sia
tutto vero. In questi frangenti l’Angelo è l’assoluto protagonista, la sua
vara è ricoperta di fiori e delle tradizionali «faviane», segno dalle nuova
stagione. A questo punto torna nella chiesa dell’Annunziata annunciando a
Maria ciò che ha visto. La gioia dell’Angelo invade tutti. I suoi movimenti
trascinano i biancavillesi nel cammino che porta la Madonna (ora spoglia
delle veste luttuosa) verso piazza Collegiata. L’ingresso è trionfale. Il
Risorto va incontro alla Madre. Ma c’è ancora un rituale: i due
porta-stendardo si «salutano» prima con le loro insegne e poi baciandosi.
Dopodiché i portatori dei fercoli cominciano una manovra che vede avvicinare
i volti di Gesù e di Maria. Scoppiano i mortaretti, nello scampanio delle
campane tornate libere dopo i giorni muti. Il fumo dei fuochi, le strisce
colorate, i palloni, la musica della banda, le «ballate» dell’Angelo: questo
vedono i biancavillesi durante ’a Paci. Gesù e Maria adesso si avviano verso piazza Annunziata: lì ’a Paci si ripete, nella stessa cornice di folla vista alla Collegiata. Ora l’aria è tersa, è veramente primavera. Tutto è ormai passato… |
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